L’IMPORTANTE E’ TASSARE…,TANTO PAGA PANTALONE!

8 febbraio 2012

Qualche giorno fa il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio di previsione 2012.
Gli enti locali, nel predisporre il bilancio di previsione  hanno l’obbligo, tra l’altro, di osservare i principi della veridicità e dell’attendibilità delle poste iscritte a bilancio.
A tal fine, le previsioni di bilancio e, in generale, tutte le valutazioni, devono essere sostenute da accurate analisi degli andamenti storici o, in mancanza, da altri idonei ed obbiettivi parametri di riferimento, nonché da fondate aspettative di acquisizione e di utilizzo delle risorse.
A partire dal 2012, però, il rispetto di tali norme e principi risulta seriamente compromesso nella sua attuazione pratica dalle recenti disposizioni in materia di finanza locale.
La manovra “Salva Italia”, infatti, incide profondamente sulla struttura del bilancio dei Comuni, in quanto prevede grandi novità sia sul fronte delle entrate tributarie che dei trasferimenti erariali, creando al contempo notevoli incertezze a causa dell’assenza di dati di riferimento.
Oggi, tutti i Comuni si trovano nell’impossibilità di definire i nuovi bilanci di previsione, perché, per quantificare le nuove entrate tributarie e fiscalizzate, non dispongono né di dati storici, né di ulteriori informazioni.
Anche per questo motivo la scadenza ultima per approvare il bilancio è stata spostata al 30 giugno 2012.
Qualche motivo ci sarà.
Procrastinare , di qualche settimana, l’approvazione avrebbe sicuramente portato qualche disagio burocratico ma,forse, il bilancio sarebbe stato molto più vicino alla realtà.
L’amministrazione si vanta  di essere uno dei primissimi comuni ad aver approvato il documento di programmazione economica: speriamo che la fretta non sia cattiva consigliera.
L’approvazione del bilancio non è una gara ma è un documento che prevede delle risorse (tasse) che serviranno a pagare quei servizi che il cittadino ha bisogno.
Non è nostra intenzione passare al vaglio tutte le voci che compongono il bilancio, faremo solo alcune riflessioni che forse vale la pena approfondire.
Tutti sapete che la manovra “Monti” ha inserito l’Imposta Comunale sugli Immobili (IMU): è il tributo che sostituirà l’attuale Imposta Comunale sugli Immobili (ICI)
La disciplina dell’IMU presenta notevoli differenze applicative rispetto all’ICI, con una serie di variabili che rendono assai difficile un raffronto tra il gettito ipotizzabile in futuro e quello che, fino al 2011, veniva assicurato dall’imposta soppressa. Ci si riferisce, ad esempio, alla difficile quantificazione degli effetti in termini di gettito, della maggiorazione della detrazione sull’abitazione principale e del diverso trattamento fiscale delle pertinenze.
L’incertezza dei dati non consente ai Comuni né di quantificare con attendibilità il presumibile gettito di imposta, né di effettuare analisi per valutare eventuali differenziazioni delle aliquote rispetto a quelle base.
Come al solito le cose vengono dette a metà.
Ci spieghiamo meglio: è vero che le aliquote IMU proposte  sono quelle base (0,4% per la prima casa e 0,76% per le altre tipologie) ma, l’Amministrazione, poteva anche DIMINUIRLE.
In un momento così incerto (nei numeri) e pesante (nell’imposizione) non era opportuno ritoccare l’aliquota sulla prima casa,riducendola?
Non tassare la prima casa non era uno dei “cavalli di battaglia” della Lega Nord ?
Slogan … slogan …e poi slogan!
Quanto vale per il Comune un punto di IMU della prima casa? Con le detrazioni previste non era un così grande sacrificio.
L’imposizione dello 0,76% sulle seconde case cosa porterà alle casse comunali? È stata fatta una valutazione?
A Ceriano Laghetto ci sono numerose unità abitative che sono abitate dai genitori o dai figli dei proprietari: il regolamento ICI prevedeva che questo tipo di abitazioni fossero equiparate alla prima casa, oggi si pagherà il 0,76% su un valore catastale incrementato per il moltiplicatore “160”.
Qualcuno ha fatto qualche proiezione?  Quanto graverà l’imposta sulle famiglie? Da quanto rivelano i numeri  sono stati riproposti gli stessi importi assestati nel 2011 anche se le regole sono cambiate. E’ prassi normale?
Alla faccia del  “non appesantire ulteriormente la situazione economica delle famiglie”!!!
Sarà sicuramente colpa del Governo Monti.
Ci si dimentica però che fino a qualche mese fa , e da parecchi anni, al governo c’erano PDL/Lega; partiti che hanno portato al “quasi fallimento” dell’Italia e le  scelte intraprese ora,  a dir poco impopolari, sono figlie della politica fallimentare degli ultimi 15 anni.
Altra riflessione  doverosa è che gli amministratori locali, in situazioni del genere, dovrebbero fare da cuscinetto tra lo Stato e il cittadino, cercando di alleviare e contenere l’impatto della tassazione  soprattutto in un anno transitorio come questo.
Per questi motivi è necessario che gli amministratori sappiano darsi delle priorità.
E’ meglio la “riqualificazione” del centro oppure tenere l’imposizione ad un livello accettabile, magari abbassando le aliquote?
Noi non abbiamo alcun dubbio!
E’ meglio utilizzare gli eventuali introiti per la “riqualificazione” di  Piazza San Damiano (necessaria?) o abbassare il costo di alcuni servizi a domanda individuale?
Noi non abbiamo alcun dubbio!
Forse in questo momento potevano servire i soldi spesi per la “riqualificazione” del centro (oltre € 150.000,00); forse è il caso di verificare se è opportuno/prioritario, in questo momento, rifare la piazza di S. Damiano o aspettare tempi migliori.
Va detto che il mancato utilizzo degli Oneri di Urbanizzazione per finanziare il corrente è una cosa condivisibile ma, in momenti come questo ed  in attesa di verificare l’esatto ammontare delle risorse, forse era opportuno dirottare una parte,anche ridotta, degli oneri sulla gestione (ad esempio quelli relativi all’ex area mercato).
Le scelte fatte sono state altre: si è preferito, per l’ennesima volta, infilare le mani in  tasca ai cerianesi, incolpando altri, pur di “segnare” territorio.