Cara Befana…

6 gennaio 2012

 

Cara Befana,

 

stavolta la letterina con l’elenco dei doni che vorrei, ho deciso di mandarla a te,anziché a Babbo Natale; quel che ho in mente di chiederti è impegnativo ma, si sa, le donne “hanno una marcia in più”.

Primo grande impellente desiderio: guarisci la LEGA NORD.

No,non parlo dell’emiparesi del Sen. Bossi. Anzi, il fatto che il Parlamento italiano abbia al suo interno una persona con problemi di disabilità (una persona cioè che, per poter lavorare, ha bisogno di tempi e modi diversi dall’immaginario efficentista della nostra società) è sempre stato per me un segno di grande civiltà. La speranza invece che il “Senatur”, provandolo sulla propria pelle, divenisse più sensibile ai problemi dell’inserimento lavorativo dei disabili ed aiutasse a legiferare in merito, è rimasta profondamente delusa.

Ho capito che i disabili iscritti alle liste di collocamento sono una minoranza………..ma allora a cosa serve uno Stato se non tutela i diritti delle minoranze?

Torniamo a noi: guarisci la LEGA NORD da questo disturbo di memoria che ha colpito, quasi fosse una forma virale, tutti suoi dirigenti; i poverini parlano come se non ricordassero gli ultimi anni di governo e imputano la responsabilità dello stato attuale dell’Italia a chi governava nel lontano 1992!!!!!

Fai qualche cosa potrebbero subire un trauma più grande se scoprissero che i loro elettori, i quali non sono né stupidi né ingenui, non credono più alle loro “barricate”.

Aiutali a giustificare quanto hanno fatto, magari citando Machiavelli: “il fine giustifica i mezzi…….”. Il Fine per loro era il federalismo, i Mezzi però sono stati quel che sono stati…….

 

Governare con chi è accusato di associazione mafiosa, votare a favore per tenerlo in Parlamento, sciupare i sudati soldi del NORD per essere lì a Roma a chiedersi di chi mai fosse nipote la Ruby “Rubacuori”……

Quando si perde la purezza, ahimè è per sempre. Lo sanno molto bene i dirigenti leghisti, per questo in preda allo shock hanno rimosso dai loro cervelli quanto è successo. Ti prego guariscili da questa amnesia prima che subentri la schizofrenia o peggio l’Alzheimer.

Questo è il grande dono che voglio da te; poi ne avrei una serie di più piccoli, circoscritti al mio paese……Te li elenco in ordine sparso:

– fai in modo di sistemare il riscaldamento della sala consiliare, che il Comune non ha più soldi. Non funzionava per niente il 19 novembre 2011 quando l’abbiamo chiesta per una manifestazione sul 150° dell’unità d’Italia. Si, cara Befana, l’affitto della serata era stato regolarmente ed anticipatamente pagato.

– non potresti far ricomparire la nostra vecchia Stazione? E’ scomparsa senza preavviso alcuno ad Agosto e sai, tutti noi cerianesi ci eravamo affezionati; era uno dei simboli del nostro paese, una specie di monumento che accomunava nei ricordi diverse generazioni.

E’ vero, ora abbiamo un nuovo monumento: il Cippo di via del Nosetto, ma non vale il cambio: chiedilo pure ai nostri abitanti (o se vuoi un parere da esperti chiedi al Circolo Storico) cosa per loro sia più rappresentativo, che sentimenti e ricordi muove in loro la vecchia Stazione, cosa significhi per loro il Cippo……

– fai diventare VERAMENTE bello il mio paese , non solo perché bello a vedersi, con le strade ordinate, le illuminazioni ben regolate, la campagna “pulita”……….lo voglio bello anche da vivere.

Un paese civile, dove il centro dell’interesse siano le famiglie, dove si dia modo a tutti i bambini di frequentare la scuola, a cominciare dalla materna: tutti i bambini insieme, gli orsetti padani per mano ai lupetti calabresi, ai leoncini del Magreb o ai tigrotti del Pakistan.

Un paese attento ai bisogni ed alle fragilità, che conosca ad uno ad uno e tenga nel cuore chi è disabile, chi è senza lavoro o senza casa, supportando senza discriminazioni politiche o culturali.

Va bene, ho capito, mi fermo.

Ho esagerato.

Tu fai quel che puoi Befana, e io ti prometto che, anche se solo “farai girare” a più persone questa mia lettera, intercederò presso il Governo per la tua pensione.

Il Partito democratico