Bomba Brindisi: appello della Segreteria Nazionale PD per iniziative unitarie a difesa della democrazia
Bisogna ricordare quanto il nostro Paese abbia già pagato alla violenza; bisogna affermare con forza che la violenza ci ruba il futuro; bisogna isolare, con i comportamenti e con la chiarezza delle parole, chi coglie l’occasione dalle debolezze della nostra democrazia non per riformarla ma per minarne le fondamenta.
“Dopo settimane durante le quali si sono registrati in tutto il Paese numerosi atti di violenza e di intimidazione, oggi l’Italia assiste sgomenta ai tragici effetti del barbaro attentato di Brindisi.
E’ ormai evidente che organizzazioni criminali ed eversive di diversa natura stanno alzando il livello della loro iniziativa e producono azioni dichiaratamente terroristiche.
Strategie criminali e deliranti strategie politiche vogliono approfittare del disagio e della sofferenza che il Paese vive. Il loro obiettivo è quello di rafforzarsi e di rendere più stringente il loro ricatto sulla democrazia e sulla società in una fase di debolezza del tessuto sociale e democratico.
E’ tempo di prendere piena consapevolezza di quello che sta avvenendo.
La Lega è una grande famiglia (affamata)
Non giunge di certo inaspettata la notizia che Umberto Bossi è indagato con i figli Renzo e Riccardo per truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. E’ dal 5 maggio scorso che il Senatur non rilascia dichiarazioni e la “Padania” non lo dà presente ad alcuna iniziativa pubblica della Lega. Un movimento bugiardo e privo di democrazia interna ha cercato di fingere, scopa alla mano, che il suo fondatore beatificato in vita potesse davvero essere all’oscuro dei maneggi e delle appropriazioni indebite compiute a beneficio suo e della sua famiglia. Tesi inverosimile ma necessaria a preservare il dato genetico della carismaticità, l’epopea fasulla di un rinascimento nazionale fondato sulla leggenda padana. Piace rilevare che rimane fuori dall’inchiesta giudiziaria Manuela Marrone, l’angelo del focolare di questa famiglia affamata. E che invece la magistratura indagherà anche Piergiorgio Stiffoni, uno degli esponenti più biecamente razzisti del Carroccio: ben meritevole di tanto disonore.(G. Lerner)
Dedicato a quelli come Guido Crosetto
Tocca difenderla, Nicole Minetti. Eh sì, perché man mano che incede il processo Ruby sulle serate chez Berlusconi trasformate in “puttanaio” –parola testuale adoperata in aula dalla sua amica testimone Melania Tumini- fra i signori politici maschi che difesero sfacciatamente il diritto del loro presidente a divertirsi in maniera così elegante, ora scatta per l’appunto il più odioso ma prevedibile dei riflessi misogini: dagli alla puttana!
Con la bassezza d’animo con cui gli stessi parlamentari che un anno fa fingevano di credere alla Ruby salvata dal premier in quanto la riteneva nipote di Mubarak, oggi manifestano la loro dissociazione perbenista. Così le deposizioni in Tribunale delle giovani testimoni e l’audio delle telefonate preparatorie di quelle “cene eleganti” sembrano fatti apposta per enfatizzare il ruolo di Nicole Minetti, relegando nell’ombra i suoi coimputati Emilio Fede e Lele Mora. Per non parlare dell’imputato in procedimento correlato (prostituzione minorile) Silvio Berlusconi. Chi se non lei indossava i travestimenti più osé durante gli spogliarelli, manifestava zelo nella lap dance e ferreo spirito organizzativo nella gestione dell’harem?
La pubblica piazza si attenderebbe quindi dalla derelitta issata alla ribalta per lo meno che arrossisca, chinando umile il capo nella resipiscenza. Dimentica, la pubblica piazza, che la reazione di una giovane donna alla gogna può manifestarsi esattamente di segno opposto; con la fronte alta e lo sguardo fisso della perdizione: “Non provo nessun imbarazzo, non ho nulla di cui vergognarmi”, ha mormorato Nicole Minetti alla selva di microfoni che la circondavano in Tribunale.
Sciagurata! Doveva pur aspettarselo che il vile sputo, l’insulto grossolano sarebbero giunti alla fine proprio dalla parte dei servitori del suo medesimo padrone: “Sono disposto a dare parte del mio stipendio per fare a meno della Minetti. Perdiamo voti anche senza la Minetti, ma diciamo che lei aiuta. Paghiamola, facciamo una colletta per darle un vitalizio così ci toglie dall’imbarazzo”. E’ la dichiarazione rilasciata dall’onorevole Guido Crosetto, deputato piemontese del Popolo della Libertà, nonché ex sottosegretario alla Difesa nel governo di destra. Ora io vi sfido a trovare un solo accenno di rilievo critico esternato da questo maramaldo Crosetto nel 2010, cioè quando la Minetti fu candidata al consiglio regionale della Lombardia (quell’altro coraggioso di Formigoni spiega di averla messa in lista dopo una telefonata di don Luigi Verzè che garantiva per lei: facile scaricare le responsabilità sui morti). Ancora nel novembre scorso nello studio romano de La7, di fronte a una giornalista che gli ricordava le spogliarelliste messe in lista da Berlusconi, sapete come riuscì a rispondere il medesimo Crosetto? “L’argomento che devo usare con te lo sai qual è… E’ che a te non ti spoglierebbe nessuno”.
Ricordatevi il suo nome, Guido Crosetto. L’uomo che vorrebbe pagare un vitalizio alla Minetti per poter ripetere un’altra volta “questa donna pagata io l’ho”; ma dalle cui labbra state pur certi non s’è udito neppure un ancorché timido richiamo al datore di lavoro della Minetti o, per usare il suo linguaggio, all’utilizzatore finale della medesima. Ricordatevelo: nella volgarità di un singolo Crosetto si riconosce la codardia di un intero branco di servitori maschi. (Gad Lerner)
L’Avvoltoio, la destra e i suicidi
Mi capita spesso di criticare Mario Monti, ma voglio esprimergli tutta la mia piu’ convinta solidarieta’ per il modo bieco con cui la destra italiana, e i suoi giornali in particolare, gli scaglia addosso i suicidi di imprenditori e disoccupati. Oggi il professor Marzio Barbagli dimostra inoppugnabilmente che si tratta di una strumentalizzazione non suffragata da alcun dato reale d’aumento dei suicidi. Quando i vari La Russa e Calderoli giravano a scrocco su aerei di Stato e negavano anche solo l’esistenza della crisi, l’apparato giornalistico al loro servizio li ossequiava servile. Ora rivolge a Monti un’accusa oscena (per la verita’ l’ha fatto anche Di Pietro, non a caso, a loro culturalmente affine). Si deve solo vergognare. (Gad Lerner)














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